July 2009
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Primo giorno di scuola, in una scuola Americana, la maestra presenta alla classe un nuovo compagno arrivato in USA da pochi giorni: Sakiro Suzuki (figlio di un alto dirigente della Sony).
Inizia la lezione e la maestra dice alla classe: “Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana. Chi disse: ”Datemi la liberta’ o datemi la morte”?
La classe tace, ma Suzuki alza la mano.
“Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu ai tuoi compagni!”
“Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!”
“Molto bene, bravo Suzuki!”
“E chi disse: Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla ?”
Di nuovo Suzuki in piedi: ”Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!”
La maestra stupita allora si rivolge alla classe: “Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce meglio la nostra storia di voi che ci siete nati!”
Si sente una voce bassa bassa: ”Vaffanculo a ´sti bastardi giapponesi!!!”
“Chi l´ha detto?” chiede indispettita la maestra.
Suzuki alza la mano e, senza attendere, risponde:
“Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit.”
La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire: ”Mi viene da vomitare!”
“Voglio sapere chi è stato a dire questo!!” urla la maestra.
Suzuki risponde al volo: ”George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991.”
Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama scazzato: ”Succhiamelo!”
“Adesso basta! Chi è stato a dire questo?” urla inviperita la maestra.
Suzuki risponde impeterrito: ”Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.”
Un altro ragazzo si alza e urla: ”Suzuki del cazzo!”
“Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2005.”
La classe esplode in urla di isteria, la maestra sviene.
Si spalanca la porta ed entra il preside: ”Cazzo, non ho mai visto un casino simile!”
“Silvio Berlusconi, luglio 2008, nella sua villa Certosa in Sardegna.”
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I casi per cui ciò può essere successo sono:
1) Vi siete conosciuti, piaciuti, ma cause di forza maggiore hanno impedito che la cosa andasse oltre il flirt (ammesso di esserci arrivati). Partenze improvvise, ritorni di ex, elucubrazioni metafisiche, rapimenti alieni.
2) Lui (lei) vi è sempre piaciuto, ma quando si è deciso a provarci, vie eravate appena fidanzati
3) Vi siete alternati con la vita di coppia: single lui occupata lei, occupata lei single lui
4) Il soggetto maschio (ponendo come dato di fatto che sia lui a provarci), dopo giorni, mesi, anni trascorsi fianco a fianco, non si è mai sognato di sfiorare lei con un dito. Lei, per contro, non ha mai posto obiezioni (sì, talvolta si possono porre)
5) Stavate lì lì per… ma, vedi voce 1, sono successi ritorni di ex, elucubrazioni metafisiche, rapimenti alieni
6)In alternativa, ci sono stati approcci non definitivi, del tipo: intimità, mani, strette, magari pure baci. Però poi…come voce 1 o 5
7) C’è stato il tutto. Eh sì, il tutto. Ma poi…rapimento alieno, strade divise, uno qua l’altra là, cataclismi cosmici, schede telefoniche bruciate, “eh-lo-so-tu-ma-lei-però”, la febbre suina ammazza, inizia la guerra mondiale per l’acqua, l’alta marea, poi i cavalloni e l’onda perfetta, non sia mai, le piccole sale cinematografiche chiudono, accidenti ai blockbuster etc.
Insomma, la gente ti resta sul gozzo perché è mancato quel “che”. Quando i livelli non si accordano, quando uno dei due resta più indietro, quando non si riesce ad acciuffare. Quando non c’è stato tempo, quando le cose in mezzo erano troppe, quando la voglia sfugge a troppe persone.
” — Diparipasso : C’è chi rimane sul gozzo